I Corti di Macande: Insensibile

I Corti di Macande: Insensibile

Riassunto

I Corti di Macande - Insensibile

I Corti di Macande Insensibile

di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi)

I Racconti Brevi dedicati all’Universo letterario di Macande

 

Era sempre stato, sin da bambino, una persona silenziosa. Parlare troppo, per lui, era faticoso, eccessivo quasi innecessario. Crescendo aveva poi notato che il suo silenzio veniva interpretato dagli altri come spazio da colmare. Un sacchetto posto lì all’interlocutore di turno, così che potesse svuotare il suo stomaco di pensieri e liberarsi di tutte le sue ansie.

Una volta, anche se questa cosa, in realtà, dovrebbe essere considerata terribile, aveva anche ammazzato un suo “collega” di lavoro, perché quelle parole non richieste erano fuoriuscite dal sacchetto e si stavano accumulando tutte intorno a lui. Mario, questo è il nome del protagonista di questo raccontino, era stato un sicario della camorra.

Uno dei pochi a non essere mai stato arrestato, uno dei pochi a essere uscito da quel mondo senza pentirsi o altro, ma solo perché aveva compreso, dopo tanti anni di quella vita fatta di sporcizia umana e morte, che anche lui aveva un limite. Non era riuscito ad ammazzare un bambino, e aveva giocato il suo personale jolly per uscire dall’organizzazione senza diventare anche lui un cadavere.
<<Stasera fa freschetto>> Mario era seduto su un muretto tra la chiesa e il quartiere popolare, ogni 30 del mese andava lì verso le 2 di notte a fumarsi una sigaretta.
Era un tipo pignolo, saltava solo il mese di febbraio, per ovvi motivi di coerenza.

Undici sigarette all’anno, undici giorni in cui si concedeva quel momento di svago, mentre la cittadina, in cui aveva deciso di vivere, Macande, in realtà un piccolo paesello di 15mila anime, dormiva.
Bang, bang, bang.
Tre colpi di pistola e poi il gracchiare di un motore, un auto che si allontanava velocemente. Una stesa di camorra, nel quartiere popolare, capitava.
Sorrise.
<<Dovevo scegliere un luogo meno di merda per la pensione>>. Disse Mario, e guardando il cielo notturno spense quello che restava della sigaretta e si infilò il mozzicone in tasca, per poi rientrare a casa.

(L’immagine è fatta con l’Intelligenza Artificiale)

Aleks Kishi

I Corti di Macande

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