Fumetto: Ritorno a Dylan Dog

Fumetto: Ritorno a Dylan Dog

Riassunto

Ti presento un libro Fumetto

Ritorno a Dylan Dog

di Alessandro Cavaliere 

Per “Ti Presento un Libro” Parliamo di Fumetto e Nello Specifico di Dylan Dog

 

Dylan Dog per me è come un vecchio amico. Qualcuno che ha fatto parte della mia vita per anni, e come i vecchi amici ci sono stati periodi in cui ci siamo frequentati più assiduamente e altri in cui ci siamo quasi persi di vista.

Un vero amico non lo perdi mai completamente di vista, anche quando sparisce per un po’ dal tuo quotidiano. Con i nuovi mezzi di comunicazione poi resta sempre un filo virtuale che ti collega a quella persona. Gli amici comunque restano anche quando devi dirgli addio per sempre, perché anche grazie a loro ci siamo formati.

Con gli amici come Dylan è un discorso diverso, ma simile alla fine, se non ti sbarazzi della tua collezione di albi in teoria (se non è nascosta in un armadio) è sempre lì che ti fa l’occhiolino. Con Dylan ci siamo conosciuti durante il periodo in cui prestavo servizio di leva.

Nono scaglione 1998, terzo RGT Bersaglieri. L’incontro con Dylan fu durante un turno di piantone notturno. C’era un albo lasciato da chissà quale altro militare e per passare il tempo iniziai a leggerlo. Non ricordo con precisione che albo fosse, ma ricordo che mi mise paura.

Avevo 18 anni e fare il piantone di notte in quelle campate così anguste della caserma Mameli di Milano non era il massimo. Aggiungici un Dylan Dog e iniziavi a sentire le voci e vedere ombre ovunque. Naturalmente, quel brivido notturno mi aiutò a restare sveglio e da quel momento iniziai a comprare i suoi albi.

La nostra “amicizia” si è intensificata dopo il militare, per anni sono stato un lettore assiduo, ma come spesso succede altre cose, altri interessi e soprattutto periodi di magra economica, ci fecero perdere di vista. Devo dire che anche il periodo che la testata fu gestita da quello che veniva presentato come il genio del fumetto italiano contemporaneo aiuto ad allontanarmi.

Sinceramente, ma è questione di gusti non di mancanza di talento di chi gestiva la testata, quel periodo non riuscivo proprio a leggere Dylan Dog. Ci ho provato, ma niente.

Ho ripreso a rileggerlo, anche se non in maniera assidua dopo che il “genio” ha passato la mano a una delle sceneggiatrici che apprezzavo di più.

In queste settimane mi sono ritrovato a leggere due albi dell’anno scorso Trauma e Una Forma Reversibile di Morte (scritti uno da Chiaverotti – altri sceneggiatore che adoro – l’altro proprio da Barbara Barardi).

Devo dire che ho ritrovato con piacere il mio vecchio amico. Ho trascorso con lui delle ore piacevoli di brividi e lettura. Nel primo albo i mostri che crescono dentro di noi, rabbia, paure, traumi, delusioni ecc. venivano assorbiti dai muri e creavano non pochi problemi.

Nel secondo albo una società farmaceutica tentava in qualche modo di sconfiggere la morte. Purtroppo, come spesso succede spesso, fallendo miseramente e creando anche lì non pochi problemi.

Due letture che mi sono goduto molto, ma di cui non vi parlerò nei dettagli perché è giusto che andiate a recuperarvi gli albi e li leggiate anche voi.

 

Dylan Dog

 

 

Aleks Kishi

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