23 Settembre 1985 Moriva Giancarlo Siani
Riassunto
Giancarlo Siani Giornalista
23 Settembre 1985 Moriva Giancarlo Siani
di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi)
Giancarlo Siani Cosa significa Essere Veramente Giornalisti
Uno dei miei ricordi legati a Giancarlo Siani è di qualche anno fa. Insieme ad alcuni amici attivisti di Napoli, ai volontari di Mithril Art ODV e La Casa di Pat, decidemmo di dedicare una giornata alla ripulitura delle scritte fasciste sui muri di Brusciano.
Quel giorno faceva un freddo cane e rammento ancora come fu difficile, per me e Gianluca Castaldo, portare fino a Brusciano a piedi un enorme pannello su cui vi sarebbe stata impressa un’opera che oggi è esposta nella sala Consiliare del Comune di Brusciano.
Tornando a quell’iniziativa, Ripuliamo Brusciano dalle Scritte Fasciste, tutti noi decidemmo di ripulire un tratto di strada del paese, indegnamente ricoperto da scritte inneggianti al fascismo, con frasi di personaggi che, a differenza dei fascisti, avevano deciso di dedicare la loro vita al bene. Tra questi c’era Giancarlo Siani e la sua frase:
“Potrai cadere anche infinite volte nel percorso della tua vita, ma se sei realmente libero nei pensieri, nel cuore e se possiedi l’animo del saggio, non cadrai mai in ginocchio, ma sempre in piedi”.
Decisi dunque di usare quell’enorme pannello per ritrarre il viso di Giancarlo e questa sua frase, quel giorno, mentre operavamo in strada al freddo e al gelo, venne fuori l’opera “A Giancarlo” che ora è in mostra nel Comune.
Rammento che quel giorno ci raggiunse anche il Sindaco di Brusciano Giacomo Romano, il quale colpito dalla manifestazione e dall’opera fu ispirato e lì maturò l’idea di dedicare l’Aula consiliare del Comune a Giancarlo.
Giancarlo Siani, per chi ha scelto di fare il giornalista, resta un esempio importante. Un ragazzo che decise di dedicarsi anima e corpo alla professione. Un vero giornalista, che amava questo mestiere, lo praticava con passione e dedizione.
Era quel tipo di giornalista che andava sul posto, verificava le fonti e raccoglieva le notizie per strada. Giancarlo, con il suo metodo, riusciva a fare dell’approfondimento la chiave vincente per la potenza espressiva e comunicativa dei suoi articoli.
Aveva solo 26 anni, Giancarlo Siani, quando fu ucciso dalla camorra. Era la sera del 23 settembre 1985, poco dopo le 20:50. Giancarlo stava rientrando a casa con la sua Citroën Méhari, due killer lo stavano aspettando per ucciderlo. Dieci colpi di pistola e uno splendido ragazzo con tutta la vita davanti la perse per le dinamiche sporche e brutali della camorra.
Giancarlo quando morì era un giornalista precario, venne ucciso perché in Italia se fai alcuni mestieri con dignità, passione e onestà rischi di morire.


