88 Poesie – Hemingway Poeta

88 Poesie – Hemingway Poeta

88 Poesie – Hemingway Poeta

di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi)

Le Poesie di Hamingway Ci Parlano di un Lato Molto Intimo e Riflessivo dell’Autore Premio Nobel

Ernest Hemingway è stato uno degli scrittori più controversi e straordinari della letteratura americana e mondiale. In molti lo conoscono per opere come “Addio alle Armi” e “Il Vecchio e Il Mare”, uno scrittore di romanzi e grandi racconti. Eppure, Hemigway era anche un poeta. Un poeta anomalo e occasionale, crudo e graffiante.

La raccolta 88 Poesie (Poems, curata da Nicholas Gerogiannis e pubblicata nel 1979, in Italia da Mondadori) è la testimonianza viva del suo tratto poetico. Questa raccolta riunisce tutta la produzione poetica di Ernest Hemingway dal 1912 al 1959. Potremmo considerare l’opera un personale “scapbook” di riflessioni e appunti. Un insieme di bozze e note di viaggio spesso composte fugacemente su un tavolino di un bar.

La sua poesia è spesso grezza, immediata e racconta spaccati di vita. Hemingway stesso non si considerava un poeta di professione. Il suo approccio alla poesia era sporadico e occasionale. Uno sfogo del momento. La raccolta quindi raccoglie pensieri, impulsi, stati d’animo, frustrazioni e anche piccoli momenti di ironia.

Per Hemingway, la poesia era un momento di sfogo in cui la tecnica e la raffinatezza che spesso incontriamo nei suoi romanzi passava in secondo piano. La sua poesia cattura con immediatezza fulmina il momento. La potremmo considerare quasi una poesia fotografica. Per la maggior parte i versi che troviamo nella raccolta sono scritti in un periodo anteriore al 1929.

Sono poesie collegate per lo più alla sua giovinezza. Al periodo legato alla prima guerra mondiale, agli anni parigini con la generazione perduta e dei soggiorni in Europa.

La struttura e i temi (fonte wiki)

L’opera è suddivisa in sei parti che coprono l’arco temporale 1912–1956:
• La giovinezza e la guerra (1912–1922): Componimenti segnati dal fronte italiano, dal disincanto bellico, dalla fisicità cruda e dalla camaraderia maschile.
• Gli anni ruggenti e Parigi: Versi satirici, appunti di viaggio, ironia tagliente contro i costumi letterari e sociali del tempo.
• La maturità e le ultime poesie (1944–1956): I testi tardivi assumono toni molto più cupi, quasi dei monologhi ossessionati dalla vecchiaia, dal declino fisico e dal pensiero della morte.

Chi si approccia a questa raccolta non deve cercare il grande capolavoro o l’opera perfetta. Le 88 poesie ci mostrano un lato dello scrittore più intimo e meno ricercato. Entriamo nella dimensione dell’officina dello scrittore. Questo non toglie che vi possiamo trovare al suo interno i temi cardine della sua narrativa.

Questo libro è una piccola perla che merita e che ci svela l’Hemingway più intimo, facendoci oltrepassare la figura leggendaria che negli anni il mondo ha disegnato sullo scrittore.

Aleks Kishi

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