I Corti di Macande: Cielo Senza Stelle

I Corti di Macande: Cielo Senza Stelle

Riassunto

I Corti di Macande di Alessandro Cavaliere

I Corti di Macande: Cielo Invernale Senza Stelle

di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi) (Immagine creata con IA da A.K,)

Cielo Invernale Senza Stelle

Le nuvole coprivano il cielo notturno quella sera a Macande. Era inverno. Maco, però, stava bene. Magari faceva anche freddo, ma quella sera lui non provava nulla o meglio nulla di esterno poteva scalfirlo. C’era da dire che quella sera, anche se minacciava di piovere, non c’era vento. Maco sospirò, ormai, non abitava più da tempo nel vecchio quartiere popolare eppure quando la tristezza si aggrappava al suo animo i suoi piedi lo portavano sempre lì.
Era seduto su un logoro muretto che costeggiava la lunga strada che dal quartiere popolare portava verso Castello. Le luci artificiali dei lampioni e delle auto in movimento sostituivano il bagliore flebile della Luna e delle stelle.
In quei giorni l’associazione Argento stava come sempre facendo qualcosa che a Macande non interessava. Sorrise. A questo dannato paese interessa solo la festa, pensò ed era vero. Sospirò nuovamente.
<<Lo sai che quando sospiri la felicità ti sfugge?>> Improvvisamente comparve il suo amico Loy e Maco sorrise. Era una delle tante frasi che quel babbeo ripeteva sempre se ne aveva l’occasione e non l’aveva neanche appresa da un libro, ma da uno di quegli anime che ogni tanto Maco gli consigliava di guardare.
<<Già>>. Fu l’unica reazione di Maco alle parole di Loy, che gli si sedette vicino e gli porse una lattina di cola.
<<Naturalmente io berrò una birra per commemorare la vecchia megera canina>>. Fu l’annunciò perentorio di Loy e Maco sorrise, poi iniziò a piangere.
<<Me l’ha detto tua madre, era anziana Bertuccia ma certe cose non riesci mai veramente a metabolizzarle, le puoi solo subire. Credo che quei coglioni che parlano a cazzo sulle questioni della vita alla fine siano solo dei maledetti pedanti. Quando succedono certe cose, per quanto si è preparati non puoi superarle o affrontarle, ma solo subirle>>. Loy iniziò a piangere anche lui.
<<Già>>.
Era morta la vecchia cagnolina diabetica di Maco, era stata una presenza costante per 16 anni, un pezzo della sua vita. Per quanto uno durante la vita si abitui a perdere cose, persone,animali e a volte anche un po’ se stessi forse aveva ragione Loy, certe cose non potevi realmente superarle o affrontarle le subivi e ogni lutto che sia di una persona cara, di un animale o anche di una semplice emozione (perché anche certe emozioni muoiono con l’età), quel dolore è tutto tuo. Le persone possono sicuramente capirti, perché anche loro avranno provato qualcosa di simile è difficile trovare qualcuno al mondo che non abbia mai perso qualcosa. Però, i lutti, andato via l’odore di caffè o di ospedale sono solo di chi li vive in quel momento. Loy iniziò a bere senza dire più nulla, qualche macchina passò veloce, qualche persona si mosse davanti a loro ma erano tutti passeggeri di vite diverse e quindi nessuno si fermò. Un bambino pronunciò qualche parola vedendo Maco piangere, ma la madre lo trascinò via. Il bambino si girò a guardare verso Maco dispiaciuto. Maco sorrise continuando a piangere e poi salutò il bambino con un cenno della mano e il bambino ricambiò e quel saluto sembrò per un po’ qualcosa di consolatorio. Iniziò a piovigginare ma i due amici restarono ancora per un po’.
Aleks Kishi immagine generata tramite AI

Aleks Kishi

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