Rione Giuseppe Impastato Detto Peppino

Rione Giuseppe Impastato Detto Peppino

Rione Giuseppe Impastato Detto Peppino

di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi)

Le Piccole Rivoluzioni di Cui Non t’Accorgi

 

La denominazione del rione ex 219 di Brusciano (ex rione Tirone) in Rione Giuseppe Impastato (Detto Peppino), è stata una grande vittoria morale e sociale per il paese. Mithril Art ODV nacque 11 anni fa con uno scopo molto diverso da essere l’unica associazione attiva nel rione e una delle più presenti sul territorio cittadino.

Il suo scopo iniziale era quello di riunire artisti, amanti della cultura, giornalisti e professionisti del settore culturale per gestire una rivista culturale. Una rivista che nacque come supporto culturale del giornale on-line Cinque Colonne Magazine, ma che poi prese tutt’altra stata e per anni fu un piccolo faro di cultura nel web.

Parallelamente alla missione principale dell’associazione iniziammo a interessarci di territorio, io vivevo e vivo in una delle zone periferiche del paese, non potevamo restare silenti a fronte di problematiche e richieste d’aiuto da parte di quei cittadini onesti che venivano ignorati dalle istituzioni e dovevano sorbirsi il malaffare portato dalla camorra tra i palazzi del rione.

Così, iniziammo a interagire con varie realtà associative territoriali, tra cui la Casa di Pat della compianta dottoressa Domenica Chiara Sena, insieme a queste associazioni facemmo varie attività sul territorio. Con SUDDIAMO di Agata Marianna Giannino, andavamo a disegnare all’aria aperta con i bambini del rione.

Cercavamo, insomma, di portare una luce in quel buio di abbandono e delinquenza in cui versava e purtroppo sotto certi versi versa ancora il rione. Così, mi venne l’idea di dare un nome a questo luogo, un nome che non fosse la sigla di una ex legge o il ricordo di una strada che prima collegava tutti. L’idea piacque a tutti quelli con cui collaboravamo all’epoca era il 2014/15.

Nacque così l’iniziativa “Diamoci Un Nome”, andammo con i volontari a raccogliere firme e capire che nome volessero per il Rione e devo dire ci fu una risposta entusiasta da parte di chi era stato quasi sempre ignorato in quegli anni. Purtroppo, non ci fu una risposta altrettanto forte da parte delle istituzioni locali e il progetto venne ignorato.

Naturalmente Mithril Art ODV non si demoralizzò e continuò strenuamente a portare avanti la causa per il nome del Rione, lo dimostrano i tanti protocolli depositati al comune con altrettante richieste di riprendere quel progetto e dare un nome al Rione. Nel mentre ci fu anche un tentativo maldestro di alcuni di copiare l’idea, e dare al parco il nome di Pino Daniele, cavalcando l’onda della sua morte.

Dobbiamo dire che avremmo comunque accolto bene la cosa se si fosse realizzata, purtroppo, la politica Bruscianese anche a quel tempo, nonostante volle cavalcare l’onda di passione scatenata dalla morte dell’immenso Pino Daniele, non andò a buon fine. La legge italiana prevedere che per dare il nome a una strada o a un luogo si debba aspettare che siano trascorsi almeno dieci anni dalla morte della persona cui si vuole dedicare quella strada o luogo.

Ignoranza? Superficialità? Malafede? Non lo sappiamo e non vogliamo speculare o fare polemica tardiva su scelte poco lungimiranti di una politica territoriale che ha lo stesso volto anche se cambia il cartello elettorale di turno. Neanche vogliamo prendercela con i cartelli elettorali, vero male di questi territori, perché loro sono l’espressione di un popolo che spesso è incapace di comprendere che il luogo dove vive dovrebbe essere trattato in modo sacro, perché i politici passano e si arricchiscono ma i problemi restano e si aggravano.

Arriviamo poi finalmente a una proposta concreta, anche se travagliata, quella che riusciamo a portare avanti con l’amministrazione di Giacomo Romano e portare a termine anche se non in modo pienamente soddisfacente. Il progetto inziale firmato dalle associazioni coinvolte, il sindaco e quindi il Comune, ha visto la luce solo in modo parziale.

Anche qui ci riserviamo di non fare polemica ma di usare la nostra resilienza per accettare quanto meno un risultato che è storico per un piccolo paese che, negli anni, è sempre più un paese dormitorio senza nessuna prospettiva. Un luogo dove i giovani non altro da fare che ciondolare avanti e indietro, dove non ci sono luoghi di incontro o iniziative culturali così forti da togliere il vuoto cosmico che ci circonda. Ci sono, però, dei timidi segnali di cambiamento? qualcuno protesterebbe di sì.

Amministrare non è compito nostro quindi non ci dilunghiamo in un confronto che a noi poco interessa, diamo per buono quello che dicono tutte le parti in causa. Quelle che vedono la rinascita di Brusciano, quelle che vedono la solita Brusciano e quelle che vedono un disastro infiocchettato da belle parole, selfie e video di propaganda.

Non sta a noi decidere chi abbia ragione sarà il tempo a dircelo, anche perché in molti pensano che noi siamo ininfluenti politicamente che quello che facciamo sia al massimo culturale, siamo “ingenui” e non capiamo. Nella nostra ingenuità restiamo apolitici quantomeno, e portiamo avanti i nostri valori e le nostre idee. Troisi diceva: “umili ma onesti”. Noi diciamo: “poveri ma non mazzamma”.

Concludiamo questo post, dedicato al percorso svolto per ottenere il nome del Rione “Giuseppe Impastato (detto Peppino), con una riflessione di carattere ingenuo, il compromesso non ha mai fatto progredire nessuno, proseguiamo il nostro cammino a testa alta sicuri che nel nostro piccolo, nel nostro essere “nulla” abbiamo fatto più noi per questo paese che gente che aveva, soldi, mezzi, potere e disponibilità.

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