Parliamo di Paolo Borsellino

Parliamo di Paolo Borsellino

Riassunto

Parliamo di Paolo Borsellino

Parliamo di Paolo Borsellino

di Gianluca Castaldo

Parliamo di Paolo Borsellino Evento dell’Associazione culturale Mithril Art ODV

Brusciano, Parliamo di Paolo Borsellino l’evento organizzato sulla rete social dall’associazione culturale Mithril Art Odv, questo post è parte integrande dell’iniziativa. In questo post vi parleremo del magistrato Paolo Borsellino e del suo valore. Uomo dello Stato e persona che sacrificò la sua vita per portare avanti le sue idee di giustizia e legalità.

Il 19 gennaio non sarà mai una data qualunque, questo giorno verrà sempre celebrato per ricordare la nascita del grande e compianto magistrato italiano Paolo Borsellino, vittima della mafia, coinvolto e ucciso barbaramente in via D’Amelio, insieme ai cinque agenti della sua scorta. Borsellino nacque a Palermo nel 1940, conseguì da giovanissimo la laurea, con lode, in giurisprudenza. Appassionato della legge e sostenitore integerrimo della legalità, nel 1963 supera brillantemente il concorso in magistratura.

Divenne, a quei tempi, il più giovane magistrato italiano. Nel 1967 diviene quindi Pretore di Mazara del Vallo e, successivamente, Pretore di Monreale dove lavora con il capitano dei Carabinieri Basile disarticolando l’organizzazione mafiosa locale con una serie di arresti di affiliati ai clan. Nel 1975 entra far parte dell’ufficio Istruzioni Affari Penali, sotto la guida di Rocco Chinnici. Quest’ultimo volle fortemente sia lui che Giovanni Falcone per portare avanti il progetto ribattezzato Pool antimafia, indagini che portarono ad alcuni grandi ed importanti processi negli anni 80.

Negli anni a seguire gli fu affidata l’indagine rapporto tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille, inizialmente seguita dal commissario Boris Giuliano (ucciso a sua volta nel 1979). Il pool antimafia ordina numerose misure di custodia (tra cui quella nei confronti di Vito Ciancimino) iniziando a ricevere le prime dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno, successivamente essenziali per l’istruzione del c.d. maxi processo.

Nel maggio del 1980, dopo l’omicidio del capitano Basile, anch’esso vittima della mafia, alla famiglia del giudice Borsellino viene assegnata la scorta. Nel dicembre 1986, Paolo Borsellino è nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. Nel 1992, dopo il congedo di Caponnetto dall’Ufficio istruzione per motivi di salute e il trasferimento di Falcone a Roma quale Direttore degli Affari penali del Ministero di Grazia e Giustizia, ritorna al Tribunale di Palermo come Procuratore aggiunto per coordinare l’attività distrettuale antimafia. La strage di Capaci del 23 maggio dove perse la vita l’amico e collega Giovanni Falcone provocò in lui una profonda sofferenza. Il pomeriggio del 19 luglio 1992, Paolo Borsellino era diretto verso la casa della madre.

Un’auto carica di tritolo parcheggiata in via D’Amelio veniva fatta esplodere cagionando la morte del magistrato e dei cinque agenti della scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il giudice Paolo Borsellino morì nella strage di via d’Amelio, a distanza di quasi due mesi dalla morte di Falcone, ucciso nei pressi di Capaci, sull’autostrada tra l’aeroporto di Punta Raisi e Palermo.

L’uccisione di Paolo Borsellino rimarrà uno dei grandi storici misteri irrisolta, pesanti zone d’ombra permangono sulle entità esterne all’organizzazione mafiosa che con questa hanno interagito nella deliberazione ed esecuzione del piano stragista. Un documento che potrebbe fornire indicazioni determinanti per dare un volto ai mandanti esterni della strage è l’agenda rossa di Paolo Borsellino sulla quale il Magistrato era solito appuntare riflessioni e contenuti dei suoi colloqui investigativi, soprattutto negli ultimi mesi che precedettero la strage.

La c.d agenda rossa del giudice non venne mai misteriosamente ritrovata. Borsellino ripose l’agenda nella sua borsa di cuoio poco prima di recarsi dalla madre in via D’Amelio il 19 luglio 1992, come testimoniato dai figli e dalla moglie del Magistrato. Da quel momento dell’agenda si sono perse le tracce. In quel diario sono contenuti appunti sugli incontri ed i colloqui che Borsellino ebbe con collaboratori di giustizia e con rappresentanti delle Istituzioni.

Una agenda che scotta e che è scomparsa misteriosamente, troppo scomoda forse per la politica di quei tempi e forse scomoda per lo Stato. Si tratta di elementi determinanti per mettere a fuoco le complicità di pezzi dello stato con Cosa Nostra. La morte di Borsellino ci lascia in eredità grandi misteri, soprattutto lascia in eredità per le nuove generazioni una grande testimonianza, la testimonianza vivente di un grandissimo uomo, di un grandissimo eroe che si è battuto fino alla morte per combattere le mafie. Onore e gloria a te, Paolo…

 

 

 

 

Gianluca

Gianluca è laureato in giurisprudenza, appassionato di legge e amministrazione, ha il pallino per la musica e si impegna come autore di testi musicali. Vive a Brusciano e ha fatto dell'impegno in Mithril Art ODV uno dei pilastri della sua attività di cittadinanza attiva. In Mithril Art ODV ricopre il Ruolo di Segretario e Tesoriere...

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