Sociale: DiverGente 2 Il Teatro Come Motore di Inclusione
Sociale: DiverGente 2 Il Teatro Come Motore di Inclusione
COMUNICATO STAMPA
DiverGente 2, il teatro come motore di inclusione: conclusa la prima fase del progetto, da settembre nuovi laboratori nei quartieri di Napoli…
Si è chiuso il percorso estivo con i bambini dell’Istituto Ada Negri e del centro “Il Meraviglioso Mondo di Mely”. Dal 15 settembre il progetto coinvolgerà gli studenti dell’Istituto Federico Ozanam e i quartieri Case Nuove, Arenaccia e Soccavo.
NAPOLI – L’arte che educa, il teatro che diventa occasione di crescita, la scenografia come linguaggio dell’inclusione. È questo il cuore di DiverGente 2, il progetto che continua a investire sul talento e sulle potenzialità dei più piccoli attraverso laboratori artistici ed esperienziali dedicati al contrasto della povertà educativa e alla promozione dell’inclusione sociale.
Il primo importante traguardo del progetto è stato celebrato lo scorso 15 luglio, con la conclusione delle attività laboratoriali avviate nel marzo 2026. Un appuntamento che ha rappresentato molto più di una semplice festa di fine laboratorio: è stato il momento in cui bambini, famiglie, educatori e operatori hanno condiviso i risultati di mesi di lavoro costruiti intorno alla creatività, all’ascolto e alla relazione.
Protagonisti della giornata sono stati i bambini dell’Istituto Comprensivo Ada Negri e del centro “Il Meraviglioso Mondo di Mely”, che hanno dato vita a un percorso scenico nato dalla realizzazione condivisa delle scenografie, dalla sperimentazione teatrale e dal movimento espressivo. Un’esperienza che ha consentito ai partecipanti di sviluppare competenze relazionali, capacità espressive e maggiore consapevolezza di sé.
I numeri raccontano la dimensione dell’intervento: 140 bambini coinvolti, decine di famiglie partecipanti e una rete educativa composta da scuole, associazioni e operatori culturali che hanno lavorato insieme per costruire contesti di crescita capaci di valorizzare ogni differenza come una risorsa.
«Quello che abbiamo vissuto in questi mesi supera il semplice risultato progettuale», spiegano gli organizzatori.
«Abbiamo visto bambini acquisire sicurezza, collaborare, mettersi in gioco e trovare nel teatro uno spazio libero in cui raccontarsi. È la dimostrazione che l’arte può diventare uno straordinario strumento educativo e sociale, capace di generare fiducia, appartenenza e nuove opportunità.»

