Politica: Cartelli Elettorali
Politica: 𝐂𝐚𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐄𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐢
di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi)
I Cartelli Elettorali nella Politica Italiana Quanto Influiscono nei Piccoli e Grandi Centri?
Viviamo in una nazione in cui l’anticultura delle mafie impregna ogni settore, tra cui la politica. Nel Sud, questa contaminazione, è molto più forte e inficia la normale vita democratica di città e paesi. Restringendo questo problema ai nostri territori, possiamo identificare una pratica molto diffusa, specie nelle elezioni comunali, quella dei cartelli elettorali.
Funzionano un po’ come i clan, capibastone con vari sottoposti che generano un substrato di clientele e spesso di vera e propria compravendita dei voti.
Nei paesi più piccolo si mischia a tutto ciò anche la pressione parentale e la pressione economica, che certi gruppi hanno sui territori.
Questi gruppi, molto attivi sul territorio in modo nefasto, sono il male che contamina la società.
Vivono il marciapiede come rattieni scarafaggi, infestando la vita pubblica, tentando di azzerare qualsiasi attività sana possa portare il cambiamento.
Generano spesso un territorio, sotto il punto di vista politico culturale, radioattivo.
Questa feccia riesce a influenzare anche quella fetta di popolazione benestante, fatta da professionisti i quali spesso si ritrovano a rimpolpare le loro liste. Approfittano delle vicissitudini e della povertà di un certo strato della popolazione per bloccare del tutto a proprio favore il sano processo democratico.
Il se sempre fatto così, la mancanza di una prospettiva di cambiamento che svincoli da questi malsani poteri, fa in modo che in questo realtà persino le strutture partito vengano inquinate e si ritrovino in mano a soggetti che hanno come unico scopo il proprio interesse economico.
Non parliamo poi del terzo settore, spesso usato come territorio di scambio voti e favori e soprattutto di mercificazione dei servizi. Non parliamo poi della pratica delle finte associazioni usate per mascherare i cartelli.
Ci ritroviamo così con amministrazioni e opposizioni che tutto hanno a cuore tranne il benessere del paese. Non importa quale ruolo le elezioni gli attribuisca, questi cartelli svolgeranno solo il proprio è solo interesse.
In questi pseudo cartelli elettorali, la violenza verbale e fisica diviene pratica abituale e la politica, invece di isolare i soggetti violenti e cancerogeni per il territorio, giustifica e premia questi comportamenti, basta che servano la necessità di sopravvivenza del cartello o amministrazione di turno.
Questo modo di fare, questa presenza invasiva, che spesso sfocia nella compravendita di voti, ci ha regalato paesi dormitorio, in cui i cittadini non hanno servizi.
Territori in cui i giovani non hanno alternative alla strada, in cui i quartieri popolari sono ghetti di ignoranza e povertà culturale e umana, rendendolo così facili prede della criminalità organizzata.
In questi territori, dove sono attive questi cartelli elettorali – vere e proprie organizzazioni e accozzaglia di criminali – il bello è la cultura vengono ricoperti dal cemento e dall’ipocrita pratica del degrado morale.
Purtroppo, in paesi dove la pratica democratica viene contaminata dall’anticultura delle mafie, la crescita umana e sociale si riduce a nulla e chi vuole un futuro è costretto ad andare via…
Cosa si può fare per abbattere certe pratiche? Essere responsabili dei propri territori, non mischiarsi con certa gente, riuscire a resistere all’egoismo che ci fa pensare solo a noi stessi a discapito della comunità.
Quello che questa gente vi vende come “concessione” sono vostri diritti e per quanto possano darvi, il prezzo da pagare, alla lunga, è il benessere dei vostri figli e quello del luogo dove voi abitate…

