I Corti di Macande: Il Suo Sorriso

I Corti di Macande: Il Suo Sorriso

Riassunto

I Corti di Macande

I Corti di Macande: Il Suo Sorriso

di Alessandro Cavaliere (Aleks Kishi)

Racconto Breve Inserito nel Progetto letterario Anti-Camorra di Mithril Art

 

I Corti di Macande: Il Suo Sorriso

Erano i suoi occhi a rendere tutto il resto superfluo, quasi artificiale. Erano belli i suoi occhi, Erano sempre stati così, sin dal primo giorno che l’aveva conosciuta. Marco la guardò sentendo la sua anima piegarsi, il corpo percepire l’angoscia del perduto graffiare ogni cellula della sua carne viva.
C’era silenzio quella notte, lui non sarebbe neanche dovuto essere lì, ma erano giorni che i suoi passi lo conducevano in quel luogo, in quella distesa di fiori bianchi, simile a fiocchi di neve, ognuno diverso, ognuno con la sua storia accennata in una fotografia.
Marco sospirò, lei lo guardò più intensamente e gli sorrise. Gli sembrò che fosse triste, le si avvicinò di qualche metro.
Niente, qualche altro passo e furono quasi vicini.
<<Ciao>>, fu quasi un sussurro.
<<Ciao, amore mio>>, rispose lei, gli sorrise ancora, i suoi occhi si riempirono di lacrime e anche lui iniziò a piangere.
<<Credo di aver combinato un altro casino.>>
<<Già, ma c’è poco da fare ormai, non sentirti triste.>>
<<Avrei voluto avere più tempo, avrei voluto camminare di più al tuo fianco ma…>> le lacrime presero il sopravvento. Marco non riuscì più a trattenersi l’abbracciò, si baciarono e piansero insieme.
<<Ci ritroveremo e staremo sempre insieme.>>
<<Ci ritroveremo? Io non ti ho mai persa veramente, sarai sempre con me fino alla fine.>>
<<Sì, ma voglio che tu sia felice>>, insistette lei, poi gli prese il volto tra le mani e lo baciò nuovamente.
Quando si staccarono lei gli sorrise ancora una volta.
<<Ti amo.>>
<<Ti amo.>> Ripeté lui.
Lei sorrise ancora e lui ricambio, poi la ragazza mutò in una nuvola di petali bianchi che il vento portò via.
Marco guardò verso la lapide davanti la quale aveva incontrato la ragazza, c’era una foto di lei che sorrideva, ma nei suoi occhi non c’era la tristezza di prima.
Quella foto l’aveva scattata lui, Marco si portò le dita alla bocca le baciò e poi le poggiò sulla foto. Restò per un po’ così, prima di riprendere la strada verso casa…
Non lo so cosa sia l’amore sai,
ho qualche parola, qualche frase,
un racconto forse,
che dentro di me giacciono
assopiti dalla follia della vita.
Non so cosa sia l’amore,
sono sincero,
ma oltre la mia finestra bianca
oltre il mio povero cuore,
so bene che l’amore
è ciò che da senso alla vita,
per quanto possa essere doloroso,
detestabile e spaventoso,
senza amore non puoi dire
di aver vissuto..

 

Aleks Kishi

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