Una Riflessione sul 25 Aprile
Riassunto
Una Riflessione sul 25 Aprile
Una Riflessione sul 25 Aprile
di Milena Pastena
“Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”. Era il 1917 quando Antonio Gramsci scrisse queste parole. Erano gli anni della prima guerra mondiale, erano gli anni in cui era necessario fare una scelta.
Le parole di Antonio Gramsci, però, hanno una dimensione esistenziale, un valore che va al di là degli anni in cui furono scritte. Sottolineano un aspetto inestricabilmente connesso alla vita umana, quello della necessità di fare delle scelte, di schierarsi. Il non accettare lo stato di cose presenti è il primo passo per il CAMBIAMENTO. Sono passati più di cento anni dallo scritto gramsciano ,ma il suo significato profondo rimane lo stesso e parla anche al mondo di oggi.
Vivere vuol dire “essere cittadini e partigiani” ,vivere vuol dire, quindi, interessarsi a ciò che succede intorno a noi, vuol dire guardare un po’ al di là del nostro orticello .
“I care”, mi interesso, lo riassumeva Don Milani che quelle due parole le aveva volute scritte sui muri della scuola di Barbiana. L’essere cittadino, l’interessarsi a quanto succede al di là della mia sfera prettamente personale è la premessa necessaria all’ “essere partigiano” che, significa proprio parteggiare, schierarsi da una parte .
Pertanto oggi più che mai è fondamentale conoscere e trasmettere ai più giovani i principi e i valori che hanno permesso ai nostri avi di combattere quel male che stava dilagando e di conoscere e di appropriarsi , attraverso le idee e la conoscenza ,degli strumenti della RESISTENZA che ci hanno consentito di raggiungere la libertà di scegliere e di scegliere ciò che era meglio per noi e per le generazioni future . Viva la libertà, viva la partecipazione!

